Tutte le volte che viene messa in mezzo la poesia, pare che l’esito dell’intervento sia destinato a rimanere qualcosa di effimero, leggero e non utile alla vita vera.
Poeticamente abitiamo mira a sensibilizzare con la creazione poetica circa va lori che si concretizzano presto in progetti per la vita e la società. La poesia è un mezzo, è un linguaggio, è un atto di cura; è il valore artistico che sposa quello scientifico, proposto dal collettivo Poesia in azione.
La poesia è un gioco e il gioco è una cosa seria; come ci ricorda Johan Huizinga in “Homo Ludens”, tramite la poesia è possibile tracciare il limite tra possibilità e impossibilità ed esprimere tutto ciò che importa o sia vitale nella convivenza tra gli uomini.
Abitare e poetare sono due azioni concrete, due bisogni estetici e due funzioni vitali. L’esistenza è dura e la poesia la rende piacevole e abitabile. In una società capitalistica fondata su interessi economici e ritmi frenetici, abitare poeticamente significa prendere atto delle architetture che ci circondano (fisiche e mentali), prendersi del tempo per guardare e riguardare, occupare il bello e il brutto, pensare alla luce del sole come parte del progetto architettonico, avere cura di noi e di ciò che ci circonda
Irene Marino
studentessa