Il mondo può fare a meno di me | il film

IL MONDO PUÒ FARE A MENO DI ME
regia Francesco Marano (2025) 36’

16 novembre 2025 ore 16:00 | Cinema Guerrieri | Matera
17 dicembre 2025 ore 18:00 | Unibas | via Lanera | Matera
18 gennaio 2026 ore 18:00 | Alimentare Libertà | via Napoli 49 | Bari.
6 febbraio 2026 ore 19:30 | Accademia del Cinema Ragazzi | piazzetta Eleonora Bari San Pio
13 marzo 2026 ore 19:15 | Kiné la cinegiocoteca | via De Ruggiero 54-56 Bari
24 marzo 2026 ore 19:00 | Libreria La Campus | Via Toma 76 Bari
14 aprile 2026 | Aula Leogrande, Centro polifunzionale studenti | piazza Cesare Battisti 1 Bari
6 maggio 2026 | Associazione Nel Gioco del Jazz | via Sagarriga Visconti Bari (ingresso libero, con prenotazione al 3389031130)


Dopo la prima assoluta del 16 novembre 2025 al Cinema Guerrieri di Matera, fuori concorso per il Matera Film Festival, del film Il mondo può fare a meno di me, regia di Francesco Marano, con Silvana Kuhtz, abbiamo fatto alcune domande al regista:

Come t’è venuta l’idea di questo film?
Silvana mi ha mandato sue registrazioni dei testi che aveva scritto di fronte e dentro quanto le stava succedendo e mi ha colpito subito la cruda sincerità di quello che diceva e la varietà di sensazioni che comunicava. Forse nessuno avrebbe il coraggio di dire in quel modo come ci si sente davanti alla progressiva perdita della voce, all’incalzare della fragilità. Sono proprio quelle registrazioni che ho usato nel film.

Come mai hai pensato a soffermarti sulle azioni quotidiane?
Con le azioni quotidiane voglio dare l’idea della vita che continua comunque, ma anche comunicare la capacità di Silvana di fare dell’inciampo un evento parallelo che non doveva dominare la sua esistenza e non doveva farle perdere la volontà di lavorare per i suoi progetti.

Che cosa ti ha spinto a farne un film?
La sfida, mi chiedevo, sarà possibile fare un film con quelle registrazioni senza cadere nella lamentela? sarà possibile dare a Silvana la completezza di una persona che in effetti non si lamenta mai, si mette al fianco del suo problema e non si fa guidare da esso.

Registicamente come hai lavorato?
Ho lavorato come quando faccio documentari etnografici, guardandomi intorno, osservando quello che c’è, senza una sceneggiatura o una scaletta. Non ho filmato tutto in una volta, ci sono voluti più giorni di riprese, da certi errori sono nate nuove soluzioni. La casa dove abbiamo girato è un mondo, ha un peso enorme nella vita di Silvana, ma è anche un rifugio, ho cercato di rendere questa ambivalenza di un passato che accoglie e incatena. Non so se ci sono riuscito, perché ho cercato di lasciar parlare le cose che c’erano. In fase di montaggio ho solo pensato a restituire un ritmo che soggettivamente coglievo nei gesti, nei silenzi e negli oggetti. Il titolo viene da uno dei testi di Silvana.


Si può fare a meno di me, dopo che mi hanno detto che ognuno è unico, ognuno è come un bacio di farfalla, che senza, il mondo non è più lo stesso.
si può fare a meno di me; vero: ci sarà più aria, meno CO2, si può, mondo, fare a meno di me,
anch’io dovrò fare a meno di quell’accrocchio che sono, che si dà importanza, che appoggia i
piedi sulla terra, e dove se no?, che consuma e parla e ama.
***
It’s possible to do without me, after they told me that each of us is unique, each like a
butterfly’s kiss, that without, the world is no longer the same.
Well, it is possible to do without me; true: there will be more air, less CO₂, hey,
you can, world, do without me; I too will have to do without me, that contraption I am, filled
with self-importance, with feet pressed against the earth (where else?), me consuming,
speaking, loving.

Silvana Kuhtz

Quando ho mandato le registrazioni dei miei testi a Francesco, l’ho fatto perché siamo amici, siamo entrambi legati alla dimensione sonora delle parole, della vita, del mondo, e abbiamo entrambi una crudezza e una visione poetica!
Sì, giuro, anche Marano ha una visione poetica della vita nonostante l’apparente rugosità del suo carattere! Sapevo che non avrebbe avuto peli sulla lingua e che avrebbe preso queste parole come un dato di fatto, senza sentirsene commosso oltre misura, e che, pure, le avrebbe custodite! Poi le parole hanno iniziato a scavare dentro di lui finché un giorno mi ha detto che voleva farci un film e che voleva girarlo a casa mia in campagna!
Per me quel luogo è un paradiso, è anche stato una zavorra a volte negli anni, e ora è solo un mondo di meraviglia!
Francesco, con il suo acuto spirito di osservazione ha saputo studiare con pacatezza e delicatezza gli angoli, scegliere le azioni, aprirsi alle proposte e talune volte alle zanzare!
Per me è stato un essere dentro e fuori di me, come potete immaginare, fuori di me nell’ascoltare le indicazioni del regista, fare azioni suggerite, fare azioni ripetute, ricominciare!
Dentro di me, nell’esserci col mio corpo e con l’imbarazzo di una faccia gonfia per alcuni farmaci, la difficoltà di una fragilità da mostrare ma non esibire! Sono state giornate belle d’estate fra pasticcini e pranzi, ragionamenti, e ansie, come quando il regista ha telefonato all’aiuto regista Marcella Signorile e le ha detto di aver cancellato inavvertitamente tutte le riprese di una giornata!
Altro elemento importante, non abbiamo voluto fare un film per dare un messaggio, per costruire un proposito, un esempio! Ognuno leggerà ciò che vuole, capirà forse meglio la vita dei disabili, dei brutti, goffi, diversi, deformi, e userà le parole allo sfinimento finché ancora ce le ha!

Silvana Kuhtz

Tranquille, tranquilli.
Sono io quella cui è andata peggio, rilassatevi, le statistiche dicono
che non toccherà anche a voi.
respirate, un bel respiro di sollievo, il destino ha preso me.
non te, non voi.
***
Calm down, all of you.
It’s me who drew the worst lot—relax, statistics say
it won’t come to you too.
Breathe, a deep breath of relief: destiny took ME.
Not you, not you all.

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Il mondo può fare a meno di me

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