Il racconto dei luoghi dolenti e meravigliosi, come metafora di atmosfere e territori attraversati da contrasti, fragilità e solidità di tradizioni e nuove possibilità.
Come si racconta il sud dolente fuori dai pregiudizi e dagli schemi?
IL PROGETTO
Stàmina è un progetto di innovazione sociale che narra storie delle comunità dolenti del Sud Italia attraverso un approccio creativo, performativo, artistico e di storytelling partecipativo. Integra creatività e tecnologie innovative, stimola e favorisce la relazione operosa fra le persone. Puglia e Basilicata, con i loro territori in difficoltà, divengono emblemi delle molteplici realtà dolorose del Sud, metafora di tutto il mondo dolente.
Stàmina usa un linguaggio poetico e musicale, si avvale anche di tecnologia audiovisiva e digitale, si fonda sull’esplorazione creativa di aspetti meno noti di regioni e territori caratterizzati da transito e presenza turistica. Il nostro fuoco sono i territori dolenti del Mezzogiorno, della Puglia e della Basilicata, luoghi di splendore e degrado come la città di Taranto, gli abusi edilizi del Gargano, i paesi fuori dalle rotte delle infrastrutture viarie principali.
Abbiamo attraversato tanti territori con strumenti narrativi e livelli diversi di approfondimento: Bari, puntando l’attenzione sui quartieri dolenti, in particolare San Pio (ex Enziteto); Taranto e il dialogo-contrasto città fabbrica; Torre Mileto FG una delle più grandi zone di abusivismo d’Europa; Matera e le sue contraddizioni città della vergogna-capitale europea; e tante cittadine di provincia (vedi mappa).
I LUOGHI
Le periferie sono spesso soggette a stereotipi negativi, percepite come aree a rischio, con abitanti meno istruiti, più inclini alla criminalità. Stàmina-Stories nasce per dare a questi luoghi nuove narrazioni possibili.
I pregiudizi sono roba da ignoranti, infatti ignorano complessità, diversità, bellezza delle comunità periferiche (e periferie sono anche alcuni centri cittadini). Per superare l’immaginario trito, è necessario spezzare le catene degli stereotipi, dar voce agli abitanti, ripensare le politiche urbane, valorizzare le iniziative locali, promuovere un cambiamento culturale che riconosca il valore intrinseco di tutte le aree urbane. Solo un approccio inclusivo e olistico può costruire città più giuste e vivibili. La ricerca si propone anche di interrogarsi sul potenziale trasformativo e narrativo dei luoghi dolenti, non attrattivi e definisce nuovi percorsi possibili di turismo prossimo.
AZIONI
L’obiettivo delle azioni di Stàmina è stato in primis interrogarci sull’aggettivo dolente.
Quali caratteristiche rendono un luogo, “dolente”?
Abbiamo quindi pensato di sviluppare un prototipo narrativo originale, costruito attraverso processi innovativi e creativi che coinvolgono pienamente la sfera sensoriale e partecipativa. Abbiamo costruito narrazioni audiovisive e multimediali, coinvolto attivamente le comunità locali e realizzato laboratori artistici, anche con l’intento di valorizzare le caratteristiche di quel luogo. Abbiamo messo a punto workshop esperienziali, seminari, giochi sensoriali, con cui abbiamo indagato e problematizzato il concetto di bello, brutto, dolente, in città.


