
La parola è arte del confine, è sempre vicina allo strapiombo. è parte del cosmo, la parola, è nel tempo. Puoi percorrere la poesia rischiando il precipizio? è divinità velata e sfuggente. Esiste una realtà al di là del linguaggio? Puoi dare voce alla voce che non si sente?
Silvana Kühtz
Abbiamo bisogno di domande utili da abitare, da vivere, piuttosto che di risposte o slogan, di formule definitive. Oggi abbiamo bisogno di uno sguardo che guardi all’esterno, della possibilità di ascoltare nuove idee e di metterle in pratica.
Il progetto Stàmina nasce con l’idea di mettere in relazione elementi apparentemente lontani come le tessere di un puzzle, e definisce poi la costruzione del quadro finale unitario, e si accorda con l’ecosistema INEST nella sua capacità di intrecciare elementi diversi: cultura e creatività, aree turistiche e produzione culturale, storie e tradizioni, sostenibilità sociale, culturale, economica, ambientale, creando nuovi immaginari in una chiave scientifica di interdipendenza ecosistemica.
Per farlo usa vari strumenti, in primis i workshop Stàmina che sono strumenti molto importanti per aprire il dialogo tra generazioni e per stimolare l’integrazione tra persone provenienti da diversi paesi del mondo, per documentare e raccontare in modo nuovo ciò che accade nei luoghi marginali.
I workshop messi a punto sono esperienze di apprendimento e condivisione di racconti e storie che hanno portato a realizzare diversi prodotti narrativi, e sono:
Workshop artistici di co-creazione comunitaria il cui esito sono veri e propri esempi di arte pubblica co-progettata: attività pratiche in cui artisti e cittadini collaborano per creare opere collettive, i risultati dei workshop artistici hanno dato luogo a esperimenti di arte pubblica che hanno coinvolto interi quartieri;
Seminari partecipativi, per discutere idee, obiettivi e visioni relative al progetto, coinvolgendo attivamente comunità e stakeholder, Per raccontare un luogo è importante ascoltarlo, farlo parlare. Ogni luogo è un ricettacolo di storie, per quanto degradato sia. Ogni essere umano ha una storia da raccontare e ha una sua visione di bello, brutto e dolente;
Workshop di video partecipativo: hanno consentito di fare esperimenti di narrazione anche molto sintetica nei luoghi di provincia (Acquaviva delle Fonti, Cerignola, Monopoli, Ostuni, Pisticci, Santeramo in Colle, Trani, Trinitapoli), sono
percorsi formativi e creativi in cui i partecipanti imparano a realizzare video, documentando storie e trasformazioni del territorio attraverso il loro punto di vista e le loro visioni del brutto e dolente, nelle pagine di questi esperimenti trovi almeno una foto, un video, un haiku, uno statement;
Digilab è una formula che mette insieme seminari di allineamento su brutto/bello/dolente; esercizi sensoriali di connessione con i luoghi; attività che promuovono la creatività con la scrittura, il videomaking, la fotografia. Un percorso guidato di generazione creativa, convogliata verso l’elaborazione di progetti di narrazione, in un ambiente di contaminazione multi-disciplinare.
i risultati dei workshop sono audio, video, podcast, soundscapes, rumori, musica, sensi, e li puoi trovare qui:
Workshops
VISIONI.Creatività in forma di disegno e fotografia. Laboratori di arte pubblica per bambini, quartiere San Pio, Bari, 20 e 27 settembre 2025. Questo video racconta il quartiere con le foto delle bambine che hanno partecipato al laboratorio il 27 settembre.

