Un’esperienza immersiva. Ho percepito il dolore, la rabbia e la durezza della sofferenza. Una voce senza tono che prende colore nelle immagini. Grazie a te e a Silvana Kuhtz. Sarebbe bello poter rivedere il film. Inseritelo in piattaforme pubbliche. […]
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Un film straordinario, commovente, crudo. La malattia arriva, silenziosa e feroce e le ruba proprio ciò che la definiva: il suono, il timbro, il dono. Nel documentario la si sente parlare per l’ultima volta, con quel filo di voce che dice la verità che pochi osano affrontare. Non c’è finzione, non c’è consolazione. Niente buonismo, niente maschere. Solo un dolore nudo che non chiede permesso e non chiede comprensione. Il suo sguardo non cerca indulgenza: soltanto il diritto di essere arrabbiata, di riconoscere che il finale sarà duro, che la storia non promette salvezza. E attorno, il mondo continua con il solito perbenismo lucido, con la gentilezza di facciata che non sa reggere l’urto della verità. In mezzo a tutto questo, lei rimane un faro spento che ancora illumina: una testimonianza […]
Poche battute con vecchi amici, poi, mi sono allontanato dal Materafilmfestival con il passo fermo di chi non rinuncia ai suoi dubbi, perché da sempre in cerca di conferme. La proiezione al Cinema comunale — continuerò a chiamarlo così, per affetto e per memoria — non si è risolta in un film nel senso consueto. Era un documento vivo, un frammento di mondo che ti segue oltre la soglia, come un’eco che ti cammina accanto. Ho scritto senza perdere tempo per la ragione che avevo bisogno di “liberarmi”. La regia di Francesco Marano, assistente Marcella Signorile, ha trovato una intensa cornice in una vecchia villa di campagna. Ma ciò che resta, ciò che ancora mi abita, è lo sguardo di Silvana Kuhtz.Silvana, amica di lunga data, docente dell’Università della Basilicata, […]
Guardare il tuo film non è stato come guardare un film.I film ce li facciamo nella vita, tutti i giorni.Quello che ho vissuto è stata un’esperienza.Un’esperienza che è stata sicuramente uno schiaffo in faccia, ma non solo: un pugno allo stomaco, un calcio nel sedere. Insomma, una botta.E allo stesso tempo qualcosa di quasi mistico.È stato entrare nel tuo mondo, nel mondo che stai vivendo, che stai attraversando. Un’immersione che porta con sé una serie di consapevolezze, e che — secondo me — ci rende tutti più vivi, più vicini alla vita di quanto immaginiamo.Non è un film, lo ripeto.È un entrare dentro un processo. Un processo che scuote, che costringe a stare nella vita fino in fondo, provando a non anestetizzarci, ma a tentare davvero di vivere per ciò […]