Poeticamente abitiamo. Giovedì 18 settembre per la rassegna I dialoghi di Trani

giovedì 18 settembre 2025 | ore 19:00
Biblioteca comunale G. Bovio | Trani

Che cosa hanno in comune Architettura e Poesia?
Che cosa può fare la poesia per la città?

Sono queste le domande a cui risponderanno Silvana Kuhtz e Silvia Parentini, autrici del libro Poeticamente Abitiamo: il TAM Tower Art Museum di Matera, insieme a Antonio Nitti, Domenico Catania, Beatrice Zippo e Enrica Montrone, giovedì 18 settembre alle ore 19, nella Biblioteca comunale di Trani, per l’edizione 2025 de I dialoghi di Trani OFF.

Il tema scelto quest’anno per I dialoghi di Trani è Umanità. Cosa accadrebbe dunque se, oltre ai disegni/testi di progetto standard, l’architetto associasse anche i testi scritti per il progetto da un poeta? Il progetto acquista in umanità? Queste le domande da cui sono partite le due autrici Silvana Kuhtz, docente di Estetica e di Comunicazione UniBas (Matera) e ideatrice del Collettivo Poesia in Azione e Silvia Parentini, architetta libera professionista, che hanno curato finora tre numeri della collana: il primo dedicato a Palazzo Fiore, Genzano di Lucania; il secondo al museo TAM, da luogo abbandonato a centro pulsante della vita culturale materana; il terzo, al progetto di un edificio dell’architetto Giancarlo deCarlo degli anni ’50.

Poeticamente abitiamo è una collana in cui tavole di progetto, fotografie e testi poetici raccontano alcuni luoghi: il punto è intrecciare il linguaggio proprio dell’architetto, del designer, con altri linguaggi, onde proporre una riflessione multidisciplinare, multi attoriale, che coglie la sfera intima, sensibile e umana del senso dell’abitare la città. L’architettura parla nei disegni, segue codici fatti di punti, linee e superfici, usa la fotografia, ma lo scopo del progetto è favorire la vita dei suoi abitanti e i loro sentimenti, il loro benessere e la loro umanità. E lo scopo del progettista è farsi capire in fase di progetto

 Poeticamente Abitiamo è la collana di poesia e fotografia per l’architettura e la cittadinanza” sottolineano le autrici “risultato della ricerca che conduciamo tra partecipazione e didattica. Il poetare non è cesura dal quotidiano, volo di fantasia, ma un modo per riportare al centro l’umano, restituendoci l’essenza propria dell’abitare, dell’aver cura. Il filosofo Bobin, dice che Abitare poeticamente il mondo e abitarlo umanamente è in fondo la stessa cosa, è proprio questo il valore che diamo all’avverbio che abbiamo scelto di usare.”

La presentazione è un dialogo che coinvolge le autrici e il pubblico, con letture di alcuni testi poetici e che apre alla città riflessioni su rigenerazione urbana e l’abitare poetico/umano.