
mercoledì 8 luglio 2026 | ore 19:00
Matera | TAM Tower Art Museum | via Domenico Ridola 13
Il sensuale oltre il sensoriale. È questa la sfida de Il Design Sensuale. Abitare Poeticamente Qui, il nuovo libro di Silvana Kühtz, pubblicato da Mimesis nella collana Eterotopie, che raccoglie e restituisce più di venti anni di ricerca, docenza, sperimentazione e pratica laboratoriale sviluppati sia all’Università che con il collettivo che ha fondato, Poesia in Azione.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 8 luglio alle ore 19.00, TAM Tower Art Museum in via Domenico Ridola 13 a Matera.
Più che un libro, Il Design Sensuale. Abitare Poeticamente Qui, è un documentario interattivo formato libro, o se preferiamo, un manuale d’azione per superare il sensoriale e andare verso il sensuale, attraverso l’esperienza profonda dello spazio che abitiamo.
In un mondo in cui la nostra coscienza di osservatori occidentali sembra condannarci al primato della vista come senso per giudicare il brutto e il bello, Kühtz mostra come non bastino neppure tutti i sensi a esaurire la complessità dell’esperienza umana. Il volume propone una prospettiva radicale: una dimensione poetica capace di intercettare bisogni profondi e di restituire centralità alle relazioni, alla cura e all’ascolto. Forse la dimensione poetica molto presente nel volume è più umana della prosa, perché esprime il sentire delle persone. Il senso stesso del brutto viene innovato e teorizzato nella brutturia, categoria inedita che identifica il brutto prodotto dall’assenza di cura, attenzione e responsabilità verso luoghi, persone e comunità. Attraverso temi quali atmosfera, ascolto dei luoghi e condivisione, il libro costruisce le basi di un nuovo umanesimo, capace di andare oltre l’antropocentrismo e di immaginare forme di rigenerazione urbana, sociale e culturale, riattivare la partecipazione democratica.
Il Design Sensuale. Abitare Poeticamente Qui, è più di un trattato teoretico. Una parte rilevante dello scritto è dedicata a un eserciziario, sia intervallato nel testo, che in un capitolo dedicato, con l’aiuto di tracce di esercizio e di QRcode collegati a contenuti multimediali dedicati; accompagnano il lettore in un percorso esperienziale che trasforma la lettura in azione.
A dialogare con Silvana Kühtz del diUSS Università della Basilicata, saranno l’architetta Silvia Parentini, co-fondatrice del Museo TAM, Francesco Marano, antropologo, docente UniBas e Giuseppe Lorenzo de Bona, dott. In architettura.
Un libro per chi progetta, insegna, amministra, cura territori e comunità, ma soprattutto per chi desidera riscoprire modi più sensibili, poetici e partecipativi di abitare il presente, Qui.
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Questo libro raccoglie esperienze nate a partire dal 2005 – racconta l’autrice – da intuizioni e ispirazioni inizialmente frammentarie: tasselli che, come in un intarsio, nel tempo hanno iniziato a combaciare e comporsi in un disegno più ampio. Le ho messe in pratica in contesti diversi, ogni volta che se ne presentava l’occasione, grazie alla curiosità, alla disponibilità e alla pazienza di chi ha scelto di attraversarle insieme a me. Da allora è cresciuto l’interesse verso la relazione tra corpo e spazio, sensi, poesia, design, progetto, comunicazione e partecipazione. Quando ho iniziato però, tali esperienze erano spesso considerate bizzarrie: sperimentazioni marginali, talvolta percepite come eccentriche, che ci si poteva forse aspettare da una ingegnera con una formazione atipica e una pratica teatrale parallela. Con il passare degli anni, attraverso l’esperienza diretta, il confronto e gli incontri, anche a me è stato sempre più chiaro come quelle intuizioni non fossero deviazioni e orpelli, ma chiavi necessarie per aprire possibilità sul progetto e sulla ricerca. Progressivamente, esse hanno rivelato una loro coerenza e un potenziale inatteso, diventando per me strumenti di lavoro capaci di attivare trasformazioni nei luoghi e nelle relazioni. Il percorso, che si è composto di tentativi, fallimenti, prove, messa a punto, ascolto, relazioni, è germogliato grazie a persone e contesti che lo hanno reso possibile.