To be or not to be… BOP!

Palazzo Vescovile, Andria (BT) – 8 dicembre 2019 ore 20,30

La storia dei grandi del jazz rievocata attraverso i racconti stravaganti a tratti leggendari di Pannonica, detta Nica, baronessa de Koenigswarter

Con Andrea Gargiulo / piano, Ettore Fioravanti / BatteriaCristina Lacirignola / voce, Mino Lacirignola /tromba, Beppe Schiavone / basso, Silvana Kühtz / voce in parola, testo e ricerche bibliografiche.

Uno spettacolo che porta il pubblico a calarsi nell’atmosfera dell’epoca del jazz. Ad accompagnare lo spettatore in questo viaggio musicale Silvana Kuhtz, ricercatrice universitaria e poeta barese, che studia e riscrive la storia del jazz attraverso una lunga e meticolosa ricerca di fonti e la racconta vestendo proprio i panni della baronessa Pannonica. Andrea Gargiulo, e Mino Lacirignola, valenti musicisti, accompagnano le storie recitate con piano e tromba attraverso i grandi classici del jazz riarrangiati,
New York, anni ’40. Miles Davis, Chat Beker, Thelonious Monk, Billie Holiday non avevano ancora idea che stavano scrivendo la storia di un nuovo genere musicale, il jazz.
A rievocare quell’epoca, con quelle sonorità nuove sono le parole di Pannonica, baronessa Kathleen Anne Pannonica Rothschild, mecenate e appassionata nel mondo del jazz che abbandonò la società britannica ricca di glamour per immergersi nel mondo della musica a cui sentiva di appartenere.
“Non è che i jazzisti muoiano giovani, è che invecchiano in fretta, vivono mille anni nella musica che suonano”.
Attraverso le parole di Pannonica, Silvana Kühtz ricostruisce le personalità dei grandi del jazz, con gli aneddoti ricercati, le fotografie originali, gli episodi e gli incontri realmente accaduti. Ed emerge una storia nuova, originale, oltre i libri del jazz: come quella in cui la baronessa si trasferì nella suite dell’hotel Stanhope di New York dove ospitò vari amici musicisti fra cui Thelonious Monk e dove poi morì improvvisamente Charlie Parker. O come quella in cui si racconta della baronessa e i suoi trecento gatti.
Semplici ingredienti eppure lo spettatore, che sia amante e conoscitore del genere o no, si trova proiettato in un’atmosfera in cui i suoni del sassofono di Charlie Parker o la tromba di Miles Davis sono ritmi inconfondibili, i ritmi del bepop che dà anche il nome allo spettacolo, il jazz della fine degli anni 30, quando non è più ballabile ma diventa linguaggio per ascoltatori attenti.
Gli spettatori sono trasportati da musica, parole e fotografie proiettate sulla scena, in un periodo che ha visto i grandi protagonisti della storia della musica afro-americana vivere, amare, soffrire per affermare il loro diritto ad esprimersi.

Silvana Kuhtz
barese, dalla formazione scientifica e umanistica, laureata al Politecnico di Bari, con un dottorato britannico, formatasi in UK, Usa e Italia sui temi della comunicazione e della performance attoriale, ha un master in Comunicazione integrata, è docente all’Università della Basilicata, dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo (Matera), conduce seminari sui temi dell’ecologia e della creatività e laboratori di lettura espressiva. Ha vinto nel 2014 il premio salernitano Alfonso Gatto per la poesia, alla sua trentesima edizione, con la silloge inedita 30 giorni una Terra e una Casa, pubblicata poi dall’editore Campanotto di Udine. Finalista al premio InediTo, festival delle colline torinesi 2016 con una nuova silloge in cerca di editore, Viscera. A maggio 2018 è uscita una sua silloge di piccole prose edita da SPAGINE del Fondo Verri di Lecce. È convinta che la poesia sia per tutti.

Andrea Gargiulo
pianista napoletano, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte con la madre Luisa Nunziata, docente del conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Vince i concorsi pianistici di Morcone, Salerno e Caserta dove viene notato dal M° Sergio Fiorentino, con cui proseguirà gli studi in conservatorio diplomandosi nel 1989. Ben presto inizia ad interessarsi di musica jazz e pop, prosegue l’attività concertistica in numerosi festival in Italia ed in Spagna. Nel 1990 è docente di jazz ai corsi di perfezionamento di Zumaia (Spagna). Collabora con numerosi musicisti jazz di fama internazionale. Si diploma in musica corale e direzione di coro con il M° Carmine Pagliuca nel 1993 e nel 1994 ottiene la cattedra di jazz istituita nel conservatorio di Cosenza dove crea una big band di cui è arrangiatore e direttore e con cui si esibisce in numerose rassegne e festival. Attualmente è titolare della classe di esercitazioni corali presso il conservatorio Piccinni di Bari. È direttore artistico di “MusicaInGioco”, progetto didattico sperimentale ispirato a “El Sistema” di Abreu, che è tra i riferimenti didattici del sistema nazionale delle orchestre giovanili coordinato da Federculture e presieduto da Claudio Abbado e Abreu. Collabora con il progetto POESIA IN AZIONE dal 2013.

Condividi su