Poesia in Azione

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Ciclo Poesia in Azione il senso dei sensi etc

Silvana Kühtz

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Momenti di Londra

Silvana - microbio - perchèlapoesianellamiavita

Nella mia vita c’è sempre stata la poesia.
Mio padre è un appassionato poeta, perciò mi capitavano spesso fra i piedi di bambina libri di Majakovskij, Penna, Quasimodo, Montale, Neruda e tutti gli altri, che aprivo timidamente e senza capirci quasi mai un’acca.
Per me c’erano Rodari in tutte le sue forme e le filastrocche dell’enciclopedia dei ragazzi che io leggevo ad alta voce a 6 anni, registrando meticolosamente la mia voce recitante sul mio registratore nero a tracolla con microfono a filo ed esibendomi nei salotti di famiglia, non senza suscitare l’ilarità degli astanti.
Mi capitavano poi sotto gli occhi anche le poesie di mio padre, che prendevo come indice di grande sensibilità e arte e le poesie di una mia cugina, palpitanti di vita, ma sempre struggenti e strazianti, perché ogni volta che le leggevo da piccola mi ricordavo che lei era morta a 18 anni.
È stato però solo quando mi sono imbattuta in poeti come David Whyte e Mariangela Gualtieri, che sostengono e praticano l’importanza della poesia detta e non solo scritta, e la propongono in contesti non tradizionali, che ho creato poesia in azione.

Come scrive Kevin Roberts “credo fortemente che la cosa più importante che un adulto possa fare per un bambino, un leader per il suo popolo, un prodotto per chi lo possiede, uno spettacolo per il suo pubblico, sia ispirare”.
La poesia può essere un ingrediente trasformante fondamentale nella nostra vita di tutti i giorni, la nostra vita in azione, può essere strumento per mettere insieme elementi apparentemente lontani fra loro come la scienza la poesia l’azione e l’ispirazione, il gioco e il sentimento e per mettere insieme le persone, fare comunità, per stare insieme, per essere noi.

Poesia in azione ci può far
scoprire un allucciolìo di stelle
dentro l’ali dell’azzurra libellula
dentro un punto lontano sulla costa
dentro la bella e la brutta stagione,
dentro la cioccolata con la panna e  il vento battente,
in tutte le piccole cose
nei sogni dei viaggiatori,
nei nostri respiri.

SK


Con la collaborazione di:

 

Andrea Bitonto

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Andrea - perchèlapoesianellamiavita

Una volta, da piccolo, mentre mia madre mi portava per mano, persi una penna per strada - ma ero fiducioso, sulla strada del ritorno l'avrei sicuramente ritrovata.
Invece no: non la ritrovai.
Piansi molto, moltissimo, era inconcepibile per me aver perso quella penna.
Da allora, quando vedo una penna per strada mi fa molto, molto più effetto di una banconota, e devo assolutamente raccoglierla, devo vedere se funziona ancora, devo scrivere.
E allora penso che scrivere è un'occasione che non si deve perdere, scrivere è dunque come la vita stessa, è la cosa che il resto della natura non può fare, allora la devo fare io.
Un'altra volta, mentre ormai camminavo da solo, pensavo che dovevo andare di corsa a casa a scrivere una poesia - ma poi mi fermai, e decisi che potevo vivere quella poesia con calma, invece di doverla scrivere in fretta. Risi molto, moltissimo.Da allora non mi sono più fermato.

 

Fulvio Fontana

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Fulvio - perchèlapoesianellamiavita
La parola ha un grande fascino seduttivo, si muove fra il persuasivo e il paraculo. Alcuni sostengono che abbia anche funzioni riparatorio-terapeutiche, ma su di me forse è stato proprio il contrario: non credo di essere diventato ‘sano’ da quando frequento la poesia, non ne parliamo poi di cosa mi sia successo da quando ho frequentato Silvana e Poesia in azione! Tanta azione e forse poca poesia nel senso tradizionale.
Meno capisco nella poesia e più mi ci ritrovo, cioè alcune parole giustapposte mal-apposte tipo ‘bevimitutto’ e ‘lampolatte’ di Celan, per dirne due, si muovono ad un livello primario cioè primitivo profondo in cui la componente logico-razionale è relegata in un cantuccio, per dire che non c’è. A me mi piace assai (a me mi…sì) navigare in questi meandri così come mi affascina indagare e studiare il funzionamento mentale delle persone a livello dei processi primari, come si dice in psicologia. I miei poeti preferiti sono Paul Celan, Andrea Zanzotto, Pinocchio, Diego Armando Maradona, la Bari.

 

Michele Stella

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Michele - perchèlapoesianellamiavita

Sono fondamentalmente un fondamentale, senza ismi. Mi piace l'essenziale, ciò mi permette di vivere serenamente senza arrivismi (ecco un -ismi..). L'essenziale, quello invisibile agli occhi, come dice la volpe, è ciò che mi giunge nella giugulare a colpi di rime e versi sciolti, a frustate di virgole e salti d'accenti. La parola che si fa carne e ci sazia rende meno vuoto lo stomaco precario.
La poesia nella mia vita ci sta proprio bene. è una forma di educazione sentimentale al mondo che mi circonda. Cercare le parole esatte non solo per descrivere agli altri ciò che si vede, ma per dirlo a sè stessi è un po' come sognare in inglese per un italiano. Ti svegli al mattino e prima di mettere i piedi giù per terra hai già fatto un grosso sorriso.

 

Piero Sansò

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Piero – perchèlapoesianellamiavita

Ho scritto la mia prima poesia per amore. Avevo sei o sette anni ed era dedicata ovviamente a mia madre. Trasformare il mondo in segni e restituirlo al mondo stesso in parole è il processo più semplice e più complicato che si possa immaginare. E la cosa meravigliosa è che tutti quelli che hanno frequentato una scuola elementare lo possono fare. E chi non sa scrivere, come mio nonno, le poesie le può inventare in testa (o in pancia, dove forse nascono) e recitarle direttamente a voce. Ho scritto ininterrottamente per anni. Racconti brevi, lunghi, pseudo-romanzi e tantissime poesie. Ma la poesia si è affacciata alla mia vita, sul serio, dopo i trent’anni, quando ho comprato il mio primo libro di versi (una raccolta di Jorge Luis Borges) e la persona che era con me mi ha guardato e mi ha detto: “Da quando in qua compri libri di poesie?”. Credo che la poesia, la vera poesia, viva nelle pieghe del quotidiano. È ovunque. Questa la mia modesta scoperta. La mia poesia è fatta di cose semplici e ordinarie. Per questo ho tre taccuini in borsa. Uno per gli spunti, uno per le poesie che faccio con gli amici ed uno per scrivere le mie.

Poesiainazione è una specie di porto dove posso aprire le stive, far prendere aria, luce e vento alle mie poesie, cibarmi di quelle degli altri e contribuire a costruire un luogo dove tutti possano perdersi nella bellezza, nella musica, di grandi poeti che vivono di luce nuova ogni volta che vengono letti. La poesia non è di nessuno. Chi la scrive la dona al mondo e, come dice Troisi a Neruda nel film il postino, “La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve”. E allora io dico: Poesiainazione? Porta la poesia a chi gli serve…

 

Sergio Langella

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Sergio - il pianista sul Mediterraneo

 

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